Un bigliettino con i cuori per Automix

Dev’essere il periodo delle note. Vabbè, scrivere cose brevi è sempre meglio che non scrivere, dovrei scrivere – vorrei scrivere – di più e più spesso, ma tutto si frappone.

Nota fuori contesto:pensavo che iOS 26 mi avesse, come si dice da queste parti, “sbagasciato” l’NFC, invece no; al 99% era un problema hardware, ma il telefono ricondizionato aveva meno di un anno ed è stato acquistato su The Jungle (fan service che coglieranno in tre), quindi reso e via. Tredici (13) giorni senza telefono, iPad santo subito, ne riparleremo.

Fuori tema finiti, possiamo cominciare.

Adoro Automix. L’altro giorno ero in macchina e la riproduzione casuale (o meglio, “la mia stazione radio”, altra grandissima funzione di cui abuso) mi ha piazzato nelle orecchie Aqueous Ttansimission degli Incubus (che amo da sempre, anche prima di collegarla ad un Tokyo-Osaka in Giappone mille secoli fa).

Per chi non lo conoscesse, – vergogna, in punizione dietro la lavagna (a muro) e ascolto riparatore subito – il brano finisce con un lungo “concerto” di rane che gracidano.

Il colpo di genio è stato inserire subito dopo Hotel Supramonte di De André, che inizia con la sua voce e la chitarra, e quindi c'erano la meravigliosa voce l’altrettanto splendida chitarra acustica di Faber con sotto in dissolvenza le rane.

Bellissimo.

Questi sono i “tocchi” che magari non sono funzioni strabilianti o chissà che, ma rendono la tecnologia più umana.

Ci sono cose che puntano sull'emozione – il marketing prova a vivere di emozioni da sempre e per quasi tutto – e basta.

Puntano, cioè, sulla cosa che rende un uomo diverso dalla macchina.

Non c'è un'utilità nel mischiare i due pezzi, nel mixarli, non c'è nessuna utilità pratica: non è che io “produca” di più o lavori meglio o chissà che se mischio bene due pezzi e se mischio bene proprio quei due pezzi lì.

Ma il fatto che siano mischiati proprio quei due pezzi lì , in una mattinata qualsiasi, in mezzo alle commissioni, ai giri, alle corse, ai casini, fa.

Fa in modo che mi esca quel sorrisino e dica:”Beh, bello. Che bella questa cosa” e sorrida come uno scemo da solo in macchina.

Ē una funzione bella , ecco; non è una bella funzione, è una funzione bella, che sono due cose – molto – diverse.