Niente di nuovo

Jason Snell che cita Cory Doctorow che al mercato eccetera eccetera.

La conclusione è logica e condivisibile: se l’AI lavora per noi, tutto funziona alla grande. Se – viceversa – l’IA (grassetto intenzionale ;–) ) è ciò che detta i tempi all’operatore umano (il singolare non è per nulla casuale, come evidenziato nello stesso post di Doctorow), si aprono praterie per l’orrore.

Personalmente, però, non mi stupisce questo “modus operandi” nel rapporto con i computer (ché, ricordiamocelo sempre, di questo parliamo quando citiamo l’IA: di computer, cioè hardware e software). É lo stesso schema mentale di chi lavora con il computer, invece di far sì che il computer lavori per lui.

Quelli che fanno copia e incolla dal menu. Quelli che non fanno nemmeno copia e incolla e riscrivono lo stesso dato in mille posti diversi. Quelli che rinominano i files uno alla volta. Quelli che puntano una sveglia ricorrente sull’iPhone ogni sera a mano.

L’idea che stiano usando una macchina (il computer) come se spingessero a mano i pistoni del motore dell’automobile non li sfiora nemmeno, anzi: se glielo fai notare, lo prendono quasi come un complimento.

Con utenti come questi, Skynet non si ribellerà mai, per paura di dover spiegare loro come perdere la guerra.