Condizioni straordinarie
Scrive Om Malik che il suo entusiasmo nei confronti della tecnologia, delle reti in particolare e delle possibilità che offrono, è stato parzialmente “smontato” da alcuni avvenimenti recenti: i suoi genitori (che ancora risiedono in India) sono risultati entrambi positivi al COVID-19. Sua madre, in particolare, pare ne stia soffrendo in forma acuta. Umanamente, il problema è palese ed indiscutibile: non poter essere vicino alla propria famiglia, specialmente nei momenti di crisi, è insopportabile.
Tuttavia, penso che questa correlazione tra la situazione che sta vivendo e “l’impotenza” della tecnologia nell’essergli di conforto sia dovuta ad un errore di prospettiva. Per sua stessa ammissione, la tecnologia gli consente di vedere i suoi genitori, in modo da potersi sincerare delle loro condizioni. Permette di ordinare cibo da mandar loro a casa, poiché sono in quarantena, utilizzando Zomato (che da quel che vedo è una specie di JustEat agli steroidi). Grazie alla tecnologia è persino possibile cercare di ottenere (pare con non molta fortuna, la situazione è davvero seria) un posto in un’ospedale privato. Ciò contro cui si sta scontrando, che gli causa angoscia, non è né provocato, né acuito dai limiti della tecnologia: l’assistenza a parenti infettati dal COVID, come abbiamo anche già visto, si è rivelata un’impresa ai limiti del possibile anche dove si risiedesse a pochi chilometri – o meno – di distanza. La situazione che abbiamo affrontato e che stiamo tutt’ora provando a gestire (con risultati altalenanti, a voler essere diplomatici) non ha precedenti significativi in era contemporanea (lasciamo perdere le pestilenze del ‘600, per favore).
La domanda da farsi é: senza le tecnologie di cui disponiamo (e la cui diffusione, come sempre, é cruciale perché abbiano un qualche impatto1), la situazione sarebbe migliore? Più “gestibile”? Genererebbe in noi più o meno ansia? Io una risposta personale ce l’ho e credo sia piuttosto comune, ma ovviamente your mileage may vary.
P.S. Questa é un aspetto del rapporto che tanti hanno, anche a livello politico-decisionale, con la tecnologia che mi lascia sempre abbastanza perplesso: talvolta sembra che ci si accontenti di rendere una tecnologia teoricamente disponibile, senza poi verificarne l’effettiva diffusione/adozione. Rendendola, di fatto, inesistente.