“Arr, ye scallywags!”

“Qualcosa di cui avevamo già parlato di là, su WordPress: l’offerta sovrabbondante di contenuti legali in streaming, o meglio il modo in cui è attualmente strutturata, sta facendo “fare il giro” ai vari Netflix e soci, trasformandoli da alfieri della fruizione legale a motori inconsci per il ritorno in grande stile della pirateria. La prospettiva più verosimile è che si torni ad un modello di “aggregazione” di più servizi, magari proposto dai provider di connessione (Fastweb lo fa da anni con Sky, TIM lo sta facendo con Netflix e Disney , Vodafone si sta muovendo -per esempio – con il calcio).”

Questa frase è copiata da un post del sottoscritto di più di tre anni e mezzo fa.

E no, non ho sei numeri da darvi (chissà se è già da “VdM” il riferimento al Superenalotto..chiederò in giro, a costo di farmi spernacchiare. Per voi questo e altro).

Comunque, viviamo in un’epoca in cui le epoche durano dieci minuti circa, o così sembra vogliano farci pensare: tre anni sono dunque un’eternità. Viviamo anche in un tempo in cui il mezzo più mainstream del mondo è YouTube, e il fatto che ci sia una quantità abnorme di video sul “ritorno della pirateria” (provare per credere: LMGTFY) la dice lunga sui “tempi di reazione” diversi a seconda delle piattaforme e su – con un po’ di memoria e prospettiva, certi trend s’intravedano piuttosto chiaramente con un bel po’ d’anticipo.

Uno dei pochi vantaggi d’invecchiare, direi.